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127 vidéos et plusieurs centaines de photos en ligne du Paris-Brest-Paris 2007 ! 127 vidéos et plusieurs centaines de photos en ligne du Paris-Brest-Paris 2007 !
Mardi 03 février 2009
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I tre moschettieri alla Parigi Brest

Il salotto di casa ha fatto spazio a una grande carta geografica che riproduce l'Italia, fotocopiata su più pagine e incollata nelle congiunzioni delle strade, per riprodurre il percorso intero della prossima Randonnè. Dorino non si ferma mai, nemmeno dopo la sua grande impresa e già progetta la stagione 2008. Pensionato da qualche anno, ma da sempre appassionato della bicicletta, ha macinato km su km in tutti questi anni. Ma l'impresa più emozionante l'ha conclusa la scorsa estate partecipando alla Parigi Brest.

Di questo evento intriso di passione, coraggio e follia, poco sapevamo noi a casa, sino a quanto mio padre ha deciso di parteciparvi. Quando l'ho recuperato al pulman al suo rientro era stanchissimo, ma ancora carico di adrenalina e mi è venuto incontro a braccia levate cantando vittoria. Una carica di energia e di ricordi derivanti da emozioni difficili da raccontare, ma che sanno emozionare anche chi li ascolta.

 

La PB è una fatica unica, ma chi arriva a parteciparvi ha già al suo attivo in patria altrettanti challenge: km di strada fatti in allenamento e nelle granfondo di selezione, il cui scopo è verificare la resistenza, la preparazione fisica e la motivazione.

 

E' partire da casa con la bici a seguito e ritrovarsi in mezzo a tanti altri cicloturisti, domenica dopo domenica.

E nel pedalare in gruppo si scambiano consigli e esperienze, dandosi appuntamento al prossimo traguardo, alla prossima corsa. Manuela e Giorgio sono due amici di Reggio Emilia con la stessa sfida in testa, un bel po di passione e molta tenacia, tanta da trascinare a seguirli nelle gare come supporto logistico anche i rispettivi consorti. E tra una pedalata e una chiacchiera i tre moschettieri si sono incontrati alla prova dei 200 km e alle successive, progettando di ritrovarsi a Parigi per partire insieme. E così la PB è stata anche una esperienza di incontro.

 

Dorino, Manuela e Giorgio sono partiti con cibarie e vestiti di ricambio stivati in compattissime borse da bici, personalizzate con qualche ritocco per renderle comode e funzionali, attrezzati con luci sul casco e sulla bici per illuminare l'inaspettato buio della Bretagna, e qualche sacchetto di plastica rivelatosi indispensabile per ripararsi in qualche modo dalla pioggia. 1260 Km accompagnati da un diluvio incessante e dal vento gelido dell'oceano, nel silenzio e nella solitudine della pianura francese. Ricordi e sensazioni condivisi in tre.

 

La strana atmosfera della notte, fredda e deserta, viaggiando sulla scia delle luci di chi ti precede, che lascia tutto il tempo di pensare mentre le gambe spingono anche se sono stanche. Lo stupore della gente lungo le strade che, curiosa e in attesa, applaude a qualsiasi ora del giorno e della notte, dando calorose dimostrazioni di accoglienza, a te straniero sconosciuto, facendoti sentire nel tuo piccolo un eroe. Superare l'imprevisto, del cadere da fermi e rompere il cambio per pedalare poi sempre con la stessa marcia in salita e in discesa. Combattere il sonno e la fatica concedendosi brevi soste, pisolando seduti sulle scarpette per non stare troppo comodi e cedere al sonno profondo. Controllare i tempi sull'orologio per stare dentro alla tempistica dei check point intermedi, senza rallentare e senza strafare, dosando le forze e motivando i compagni di strada per non mollare. E finalmente insieme abbracciarsi euforici e piangere di gioia sul ponte a Brest guardando l'oceano e sapendo che ti aspetta altrettanta strada. Fino a ritrovarsi stremati a percorrere, quasi dormendo in sella, gli ultimi chilometri, con una fatica mai provata prima, e vedere infine con gli occhi imperlati di lacrime il traguardo. E solo allora rendersi conto che si è arrivati per la forza di ognuno, che ha saputo dire e dare all'altro la parola di conforto, a volte anche lo sprono per concludere l'impresa.

 

Tutti per uno e uno per tutti.

 

Noi che da casa abbiamo seguito il loro passaggio ai punti intermedi, controllando le timbrature su internet, esultando ammirati per ogni tappa superata fino alla meraviglia del loro arrivo, possiamo solo immaginare e ascoltare i loro racconti. Mentre erano in corsa, le poche notizie arrivavano con messaggi SMS redatti nel buffo italiano che le vecchie generazioni usano quando imparano a usare il cellulare. "Arrivati controllo, mangiato, cambiati. Piove piove piove" .

 

Li abbiamo attesi come si fa con i ciclisti professionisti, con striscioni e bandiere appese alle finestre: piccole esultanze di quartiere per veri campioni.

 

Bravo papà e bravi Mauela e Giorgio. Auguri per le prossime imprese.

Sara Zambonin (Bologna)

 
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